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Temperatura di Servizio del Trentodoc

martedì 9 ottobre 2018 23:45:06 Europe/Rome

La temperatura di servizio di uno spumante metodo classico, nel nostro caso il Trentodoc, è molto variabile e dipende da vari fattori. L'ambiente dove siamo, il vitigno utilizzato per la produzione, la vinificazione in rosso o in bianco, la permanenza sui lieviti, gli anni dalla sboccatura ed il dosaggio zuccherino del prodotto ci consigliano di servire e degustare il prodotto a temperature diverse.Read More
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LA CANTINA IDEALE PER UNO SPUMANTE TRENTODOC

martedì 31 luglio 2018 16:06:46 Europe/Rome

Molto spesso abbiamo delle bottiglie di spumante da conservare, ma non sappiamo dove e come riporle.

Vi aiutiamo noi!

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Vitigni per la produzione del Trentodoc

lunedì 30 maggio 2016 13:11:30 Europe/Rome

Come abbiamo visto negli altri articoli, il metodo classico non è l’unico modo per produrre un vino spumante con le sue inconfondibili bollicine, ma i risultati hanno dimostrato come sia la rifermentazione in bottiglia il procedimento che produce le bollicine più pregiate.

Per fare questo però è necessario partire da vini base di assoluta qualità, ed i vini, dopo la presa di spuma, hanno bisogno di molto tempo di affinamento a contatto con i lieviti per sviluppare gli aromi, i migliori sapori e perfezionare il loro raffinato equilibrio.

I vitigni ideali per la produzione di vino base per produrre un ottimo Trentodoc sono solo 4, esattamente gli stessi utilizzati nella regione dello Champagne:

Chardonnay

Pinot Nero

Pinot Bianco

Pinot Meunier

Lo Chardonnay ed il Pinot Nero sono i principali protagonisti del Trentodoc e sono presenti nella quasi totalità delle bottiglie.

Lo chardonnay in Trentino ha trovato, grazie all’intuizione geniale di Giulio Ferrari, il suo territorio ideale e consente al Trentodoc di raggiungere una struttura, una longevità ed una carica aromatica importante.

Il Pinot Nero è un vitigno molto più delicato che pur essendo un vitigno antico si è adattato perfettamente alle condizioni climatiche delle nostre montagne e dona alle bollicine di montagna eleganza, finezza struttura e corposità.

Il Pinot Bianco è molto meno usato rispetto ai due vitigni sopracitati, ma consente di arricchire il bouquet fruttato dei Trentodoc. Anche il Pinot Meunier è poco usato, ma è apprezzato per la sua capacità di adattarsi alle più difficili condizioni climatiche e vegetative.

Salute!

0 Commenti | Posted By Gabriele Bertoldi

Degustazione Verticale e Degustazione Orizzontale: Che Significa?

venerdì 13 maggio 2016 15:55:45 Europe/Rome

Molto spesso quando si parla di degustazione, sentiamo utilizzare il termine degustazione orizzontale e degustazione verticale.

Ma che significa?

Quando si degusta verticalmente e quando orizzontalmente?

La risposta è molto semplice.

Parliamo di Degustazione Verticale quando assaggiamo dei vini dello stesso vitigno che sono prodotti dallo stesso produttore in annate diverse. Nella Degustazione Verticale possiamo sentire le diversità dello stesso vino in base all'anno della vendemmia, potendo così capire quale sia stata l'annata che meteorologicamente è stata migliore e che ha prodotto un'uva migliore. Altra caratteristica che si nota in questo tipo di Degustazione è l'invecchiamento del vino, alcune riserve danno il meglio dopo 5 anni, altre dopo 7 e così via.

Se parliamo di Degustazione Orizzontale invece, stiamo degustando vini dello stesso vitigno, della stessa annata, ma di produttori differenti.

Nella Degustazione Orizzontale, ad essere comparate sono le diverse cantine, potando così far valere le loro particolarità e capacità. Avremmo in questo caso ad esempio lo stesso Chardonnay in purezza, Brut e con 36 mesi di affinamento sui lieviti, ma prodotto da produttori diversi. In questo caso la differenza di lavorazione, di esperienza o di particolarità distintive si faranno sentire e sarà possibile capire, in base al proprio gusto quale sia il prodotto preferito.

Salute!

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Le Bottiglie dello Spumante

venerdì 1 aprile 2016 00:54:51 Europe/Rome

Le bottiglie tradizionalmente utilizzate per lo spumante, sono da 0.75 Litri  e vengono chiamate semplicemente bottiglie oppure champagnotte.

Le bottiglie di altre capacità sono multipli o frazioni della champagnotta ed hanno nomi molto particolari, spesso derivati dall'antica Persia, dagli Assiri e dalla Babilonia. Vediamoli nel dettaglio :

QUART, 1/4 bottiglia, 0,187 Litri

DEMIE, 1/2 bottiglia, 0,375 Litri

MAGNUM, 2 bottiglie 1,5 Litri

JÉROBOAM, 4 bottiglie 3 Litri

RÉHOBOAM, 6 bottiglie 4,5 Litri

MATHUSALEM, 8 bottiglie 6 Litri

SALMANAZAR, 12 bottiglie  9 Litri

BALTHAZAR, 16 bottiglie 12 Litri

NABUCHODONOSOR, 20 bottiglie 15 Litri

SOLOMON, 24 bottiglie 18 Litri

PRIMAT, 36 bottiglie, 27 Litri

Una curiosità: una bottiglia Primat, è alta 1 metro e pesa la bellezza di 65 KG!!

Salute!

 

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Classificazione dello Spumante per il Residuo Zuccherino

venerdì 1 aprile 2016 00:18:51 Europe/Rome

La legge italiana ed europea classifica gli spumante in base al residuo zuccherino, ovvero alla quantità di zuccheri aggiunte dopo la presa di spuma.

Se la quantità di zucchero è inferiore ai 3 grammi/litro, lo spumante è chiamato Pas Dosè, Dosaggio Zero o Brut Nature. In questi vini dopo la sboccatura, viene aggiunto altro vino dello stesso tipo e non la liqueur d’expedition.

Se lo zucchero è compreso tra 3 e 6 grammi/litro si parla di EXTRABRUT.

Tra 6 e 12 grammi/litro troviamo i BRUT, che comprendono la maggior parte degli spumante metodo classico.

Tra 12 e 17 grammi/litro troviamo gli EXTRA DRY o EXTRA SEC.

Tra i 17 e i 32 grammi/litro abbiamo i DRY, SEC, o ASCIUTTO

Tra i 32 ed i 50 grammi/litro troviamo i DEMI-SEC o MEDIUM DRY.

Se lo zucchero è superiore ai 50 grammi/litro troviamo i DOUX.

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Disciplinare Trento Doc

mercoledì 30 marzo 2016 00:27:04 Europe/Rome

 43 cantine hanno aderito al consorzio dell'Istituto Trento DOC , rispettando così le rigorose norme della disciplinare.

Vediamola qui nel dettaglio.

Disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "TRENTO" Decreto 30 ottobre 2002

Articolo 1 (Ambito applicazione) La denominazione di origine controllata “Trento” è riservata al vino spumante bianco e rosato ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Articolo 2 (Vitigni ammessi) I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi in ambito aziendale la seguente composizione varietale: Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Meunier.

Articolo 3 (Zona di produzione) La zona di produzione delle uve destinate alla elaborazione dei vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” è costituita dalle particelle fondiarie, di sicura vocazione viticola, ubicate, in provincia di Trento, nei comuni amministrativi di: Ala, Albiano, Aldeno, Arco, Avio, Besenello, Bleggio inferiore, Bleggio superiore, Borgo Valsugana, Brentonico, Calavino, Caldonazzo, Calliano, Carzano, Castelnuovo, Cavedine, Cembra, Cimone, Civezzano, Dorsino, Drena, Dro, Faedo, Faver, Garniga, Giovo, Grumes, Isera, Ivano Fracena, Lasino, Lavis, Levico, Lisignago, Mezzocorona, Mezzolombardo, Mori, Nago-Torbole, Nave S.Rocco, Nogaredo, Nomi, Novaledo, Ospedaletto, Padergnone, Pergine Valsugana, Pomarolo, Riva del Garda, Roncegno, Roverè della Luna, Rovereto, San Michele all’Adige, Scurelle, Segonzano, Spera, Spormaggiore, Stenico, Storo, Strigno, Telve, Telve di sopra, Tenna, Tenno, Terlago, Terragnolo, Ton, Trambileno, Trento, Valda, Vallarsa, Vezzano, Vigolo Vattaro, Villa Agnedo, Villa Lagarina, Volano e Zambana.

Articolo 4 (Condizioni ambientali e rese) Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed al vino base, da cui deriva lo spumante, le specifiche caratteristiche di qualità. L’iscrizione all’albo dei vigneti comporta il preventivo accertamento da parte del servizio vigilanza e promozione dell’attività agricola della provincia autonoma di Trento, delle condizioni naturali e tecnico-colturali, nonché della vocazionalità alla specifica produzione in base anche a valutazioni di ordine tradizionale. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere atti a non modificare le caratteristiche qualitative delle uve e del vino. E’ vietata ogni pratica di forzatura, tuttavia è ammessa l’irrigazione come pratica di soccorso. Le operazioni di raccolta dovranno essere effettuate in maniera tale da garantire la consegna all’impianto di pressatura di uve sane ed integre. La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino base per i vini a denominazione di origine controllata “Trento” è stabilita, per ettaro di coltura specializzata, in 150 q.li per tutte le varietà. Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata a detti limiti mediante diradamento dei grappoli ed un’accurata cernita delle uve purché la produzione non superi di oltre il 20% il limite massimo. Il servizio vigilanza e promozione dell’attività agricola della provincia autonoma di Trento, con proprio provvedimento, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, può stabilire, dei limiti massimi di produzione di uva per ettaro, inferiori a quelli fissati dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero dell’agricoltura e delle foreste ed al comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino base per i vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9% vol. ed alla tipologia “Trento riserva” un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 10% vol. Ai fini della vinificazione le uve base per lo spumante devono essere oggetto di specifica denuncia annuale e sui registri di cantine deve essere espressamente indicata la destinazione delle uve medesime.

Articolo 5 (Norme per la vinificazione) Le operazioni di vinificazione delle uve base per lo spumante, di spumantizzazione e di confezionamento devono essere effettuate esclusivamente nel territorio della provincia di Trento. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche. Nella elaborazione dei vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” devono essere osservate le operazioni relative al tradizionale metodo della rifermentazione in bottiglia con scuotimento e sboccatura. Le operazioni di arricchimento e l’aggiunta dello sciroppo di dosaggio sono consentite nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%. Qualora la resa superi detto limite, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata; oltre questo limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto. I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” devono permanere per almeno quindici mesi sui lieviti di fermentazione. Tale periodo decorre dalla data di imbottigliamento e comunque non prima del 1° gennaio successivo alla raccolta delle uve.

Articolo 6 (Caratteristiche vini al consumo) I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere, nelle diverse tipologie, alle seguenti caratteristiche: Bianco: spuma: fine e persistente; colore: giallo più o meno carico; odore: caratteristico con delicato sentore di lievito; sapore: vivace, armonico; titolo alcolometrico volumico minimo svolto: 11,5% vol.; acidità totale minima: 5 g/l; estratto secco netto minimo: 16 g/l; zuccheri massimi: secondo normativa CEE. Rosato: spuma: fine e persistente; colore: rosato più o meno tenue; odore: caratteristico con delicato sentore di lievito, talvolta fruttato; sapore: tipico, vivace, armonico, moderatamente corposo; titolo alcolometrico volumico minimo svolto: 11,5% vol.; acidità totale minima: 5 g/l; estratto secco netto minimo: 17 g/l; zuccheri massimi: secondo normativa CEE. Riserva: spuma: fine e persistente; colore: giallo paglierino carico dorato; odore: caratteristico; sapore: tipico, armonico, pieno; titolo alcolometrico volumico minimo svolto: 12% vol.; acidità totale minima: 5 g/l; estratto secco netto minimo: 17 g/l; zuccheri massimi: nei limiti ammessi dalla CEE per la tipologia brut. E’ facoltà del Ministro delle politiche agricole e forestali modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità e l’estratto secco.

Articolo 7 (Riserva - Designazione) I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento”, nelle tipologie bianco e rosato, che abbiano trascorso un periodo di almeno ventiquattro mesi di permanenza sui lieviti possono riportare l’annata di produzione delle uve. Il vino spumante a denominazione di origine controllata “Trento”, nel tipo bianco ottenuto da uve che assicurino un titolo alcolometrico volumico complessivo naturale minimo del 10% e che abbia trascorso un periodo di almeno trentasei mesi di permanenza sui lieviti può, ai sensi dell’art. 5, comma 4, della legge 10 febbraio 1992, n. 164, fregiarsi della qualificazione “riserva”; in tal caso è obbligatorio riportare nell’etichettatura l’annata di produzione delle uve. Per il vino spumante “Trento” rosato è ammessa, in alternativa l’indicazione rosè. Nella designazione e presentazione dei vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” il riferimento alle varietà di vite che lo compongono è consentito solo su etichette complementari e comunque con caratteri di dimensioni non superiori alla metà di quelli utilizzati per l’indicazione della denominazione di origine. Sulle stesse etichette complementari, nei tipi che non riportano l’annata di vendemmia, è obbligatorio indicare l’annata di sboccatura. Ai vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” è vietata qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi fine, scelto, selezionato, superiore e similari. E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente. E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree e località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.

Articolo 8 (Contenitori e chiusure) I vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” devono essere confezionati in idonee bottiglie da spumante, con tappo in sughero a forma di fungo ancorato. Il vino spumante “Trento” può lasciare la zona di vinificazione di cui all’art. 5 solo dopo essere stato confezionato per il consumo.

Articolo 9 (Scelta vendemmiale) Per i prodotti derivanti dalle superfici vitate iscritte all’albo dei vigneti dei vini spumanti a denominazione di origine controllata “Trento” è consentita, in favore di altre denominazioni compatibili in base alla coincidenza territoriale e alla composizione varietale dei vigneti, la scelta vendemmiale prevista dall’art. 7 della legge 10 febbraio 1992, n. 164. I produttori interessati hanno facoltà di optare per le denominazioni prescelte a condizione che vengano rispettate le prescrizioni contenute nelle norme vigenti.

Articolo 10 (Sanzioni) Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata “Trento” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge 10 febbraio 1992, n. 164.

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La Differenza tra Metodo Classico e Metodo Martinotti

giovedì 17 marzo 2016 17:55:10 Europe/Rome

LA DIFFERENZA TRA METODO CLASSICO E METODO MARTINOTTI Spesso, quando si parla di bollicine, si tende a fare una gran confusione. Per una persona che si avvicina per la prima volta al mondo del vino, al vino con le bolle in questo caso, è fondamentale capire la differenza tra i due principali metodi di produzione utilizzati./p>Read More

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